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Sei miope? Non buttare il vecchio occhiale!

L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e Reggio Emilia è una delle tante eccellenze gastronomiche della cucina italiana che tutto il mondo ci invidia: un condimento che sapienti mani mescolano con dovizia, prelevando da apposite batterie più aceti con caratteristiche ed annate diverse. Senza il proprio passato, ovvero senza gli aceti precedenti, perderebbe il suo significato. Infatti, per essere messo in vendita, deve maturare almeno 12 anni dall’avvio del montaggio della batteria di aceti più vecchi che lo ha generato. 

L’importanza del passato, in mani sagge e consapevoli, può essere un aspetto molto importante. 

Questa introduzione è per dirti che, se nella tua famiglia, di fronte ad un elettrodomestico nuovo, siete soliti disfarvi velocemente della “roba” vecchia, nell’ambito degli occhiali da vista questa strategia potrebbe essere errata. 

Non mi riferisco di certo al design della montatura ed al fatto che in questo periodo il “vintage” piace molto. 

Se indossi gli occhiali e sei storicamente miope, potrebbe esserlo anche tuo figlio, quindi saprai bene quanto sia importante, periodicamente, rivolgersi al medico oculista per i regolari controlli. 

Ti sarà capitato, e magari sta accadendo a tuo figlio, che l’aggiornamento della graduazione possa comportare la necessità di dover sostituire l’occhiale completo. 

Se non hai seguito il tuo istinto di sbarazzartene subito e lo hai custodito come un ricordo, non stai facendo affatto un errore. 

Talvolta le cose vecchie possono tornare utili, molto più di quello che tu possa pensare. 

Se la graduazione aggiornata è maggiore rispetto a quella precedente, cioè se hai avuto un peggioramento, e se questo peggioramento è uguale per entrambi gli occhi, il tuo vecchio occhiale potrebbe avere una seconda vita. 

Intendiamoci. Fermo restando che sai quanto è importante avere un secondo occhiale di riserva, soprattutto se non puoi permetterti di farne a meno, l’occhiale con la graduazione precedente può essere utile per le distanze ravvicinate

Specie nelle medie miopie (da -3,00 a -6,00) sai bene che tuo figlio, come te, non riuscirà a vedere il monitor di un computer senza occhiali e, allo stesso tempo, non avrà l’esigenza di avere una lente sufficientemente forte per poter vedere bene da lontano. 

Utilizzare entrambe le montature con due graduazioni differenti, quella con graduazione più leggera per le medie distanze e quella aggiornata per la lontananza, è una ottima strategia per i seguenti motivi: 

  • durante la visione per vicino, sforzando meno il cristallino, oltre a vedere più nitidamente, il soggetto si stanca meno;
  • alternare sapientemente entrambe le graduazioni fa opera di prevenzione nei confronti dei mal di testa e del rossore oculare.

Come scritto precedentemente, la condizione necessaria grazie alla quale potrai dare una seconda vita al tuo vecchio occhiale, sarà quella di accertarti del fatto che la graduazione sia cambiata in un occhio e nell’altro nella stessa grandezza. 

Come fare per verificare tutto ciò è non incorrere in errori che possono essere controproducenti? 

Evidentemente rivolgendoti ad un professionista, oppure col metodo del fai da te che ti spiego nelle restanti righe e che è davvero molto semplice. 

Prendi la graduazione precedente e quella aggiornata e mettile a confronto dotandoti di una calcolatrice, in modo tale da essere a prova di errore. 

Prendiamo a riferimento l’occhio destro. Sottrai il valore della graduazione di una ricetta rispetto all’altra di un occhio ed otterrai la differenza di diottrie per le quali sei peggiorato. 

Fai la stessa cosa con l’altro occhio e metti a confronto i due risultati. 

Se sono uguali, vuol dire che il peggioramento è della stessa grandezza, quindi uguale in entrambi gli occhi. 

Ma attenzione. Questo esempio è valido solo se nella ricetta dell’occhio destro c’è un numero unico, ovvero solo un valore. In presenza di più valori siamo molto probabilmente di fronte ad astigmatismi, quindi la faccenda diventa un po’ più complessa. 

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firma marco lucato