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In questo articolo ti svelerò uno dei tanti falsi miti sulla correzione dei difetti visivi.
Si tratta di leggende popolari, false credenze che purtroppo indirizzano le persone verso soluzioni che possono anche mettere a rischio la qualità della vista.

“Le diottrie, i decimi ed i gradi sono la stessa cosa”  

FALSO! Ecco un’altra leggenda metropolitana che avrei il piacere di sconfessare con te nelle prossime righe.

La diottria non è altro che il “potere” della lente che ti permette di arrivare a percepire il maggior numero di DECIMI possibili che riesci a distinguere.

Più tecnicamente, per stabilire la propria capacità visiva, ovvero l’acuità o acutezza visiva, si intende l’inverso delle dimensioni angolari minime che un oggetto deve avere per poter essere percepito correttamente.

Te la rispiego in termini più semplici. Per convenzione, le distanze visive vengono calcolate in metri.

La misurazione della vista che viene detta anche come valutazione del visus o acuità visiva, è esoressa in decimi. Chiunque riesca ad avere una visione “nella norma” si dice che veda i 10/10 cioè i dieci decimi.

I decimi (numeri o lettere) si riferiscono alla tabella (ottotipo) che l’oculista ti chiede di leggere. Si parte da decimi minori, dove le lettere od i simboli sono più grandi, a quelli maggiori dove i simboli sono più piccoli.

I simboli più piccoli corrispondono ai canonici dieci decimi.
Quindi avere una vista di dieci decimi, significa vedere tutte e dieci le righe del tabellone, 2/10 leggere solo le prime due, 3/10 leggere le prime 3 righe e così via indipendentemente dalla correzione apportata dalle lenti che l’oculista posiziona davanti all’occhio.

Quindi ricapitolando, più con la lente correttiva (oppure ad occhio nudo) siamo in grado di distinguere la lettera (od altri oggetti) ad una certa distanza, maggiori sono i decimi che riusciamo a percepire. 

La diottria invece viene definita come grado e riguarda il potere della lente correttiva.

In realtà con il termine di grado si dovrebbe intendere l’orientamento dell’astigmatismo.

Perciò il decimo è la tua capacità visiva ed il grado (o graduazione) è “la forza” delle lenti del tuo occhiale, da non confondere con l’orientamento dell’astigmatismo.

E, come vedi, sono due concetti assolutamente da non confondere.

Ora vorrei farti un esempio.

Durante le Olimpiadi del 2012 a Londra, l’atleta italiana Jessica Rossi delle Fiamme Oro fu premiata con il collare d’oro al merito sportivo e si aggiudicò la Medaglia d’Oro per essersi posizionata al primo posto nella disciplina del trap femminile, ovvero il tiro al volo ad un piattello lanciato dal basso verso l’alto con una traiettoria sconosciuta e con soli 2 colpi a disposizione.

I medici oculisti, impressionati dal risultato, sottoposero Jessica ad una valutazione dell’acuità visiva e ne derivò che in condizioni naturali, senza l’uso di alcun occhiale da vista, Jessica aveva un’acutezza visiva pari a 20/10!

Convenzionalmente, un soggetto sano e correttamente ben vedente è chiamato emmetrope.

Quindi l’emmetrope, a differenza del miope, dell’ipermetrope e dell’astigmatico, non necessita di alcuna lente correttiva, ovvero di alcuna diottria, che lo faciliti a raggiungere il traguardo standard di una visione dei 10 /10.

Ma come è vero che c’è chi straordinariamente ha il “dono” di vederne 20, è vero anche che non tutti abbiamo la possibilità in naturale di arrivare a 10!

Se nonostante tutto rimani ancora scettico, vieni a mettere alla prova la precisione del nostro fucile in 3D. Io ed il mio Staff siamo pronti.

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firma marco lucato