Prenota un controllo della vista in 3D: info@otticalab.com

Anche se non sei un appassionato, saprai di certo che le vicissitudini del commissario siciliano Salvo Montalbano ci accompagnano in Tv su Raiuno in prima serata da oltre 20 anni. E saprai anche che sono tratti dai romanzi dello scrittore Andrea Camilleri recentemente passato a miglior vita.
Che ti piaccia o meno, il grande scrittore che ci ha lasciati recentemente all’età di oltre 90 anni, ha indissolubilmente caratterizzato la nostra epoca. In base alle ultime immagini sui giornali, era solito indossare una montatura con delle lenti colorate (arancioni).
Recentemente mi è stato chiesto per quale motivo Camilleri utilizzasse questa colorazione. Qualcuno ha ipotizzato solo finalità estetiche, qualcun altro invece ha ipotizzato che con queste lenti ci vedesse meglio la notte.

Con questo post quindi vorrei fare un po’ di chiarezza.

Andrea Camilleri indossava una montatura con delle lenti di colorazione selettiva, ovvero una colorazione speciale o meglio un trattamento a protezione oculare per ovviare una patologia alla retina.

Devi sapere nella fase della visione, i colori percepiti dall’occhio umano sono compresi nello spettro elettromagnetico. La sequenza di colori che va tra il rosso ed il violetto compone la luce che riusciamo a vedere.
Le lenti a colorazione selettiva aiutano alla visione chi le indossa “tagliando” alcune colorazioni e migliorandone altre, aumentando di conseguenza il contrasto e riducendo il tempo necessario per adattarsi alle diverse condizioni di luminosità.

Complesso? No, affatto. Ti aiuto con un esempio. Pensa di pescare ma non hai alcun strumento, ma solo le mani. A patto che tu non sia Tarzan, la cosa risulta praticamente impossibile, giusto?
Come fare? Utilizzi una rete di una certa dimensione che setacci l’acqua ed imprigioni solo i pesci di una certa dimensione.
I pesci più piccoli della grandezza della tua rete rimarranno liberi, mentre quelli più grandi saranno quelli che acchiapperai.
Con la lente selettiva più o meno funziona così, quindi “catturi” i raggi luminosi di un certo colore e ne fai passare altri.

Così è più chiaro?

Come vengono scelte queste colorazioni? Il medico difficilmente ti prescrive la speciale colorazione.
Al contrario, solitamente le lenti più adatte vengono individuate provandole.
Infatti, nel caso di patologie degenerative degli occhi, come la retinite pigmentosa o la retinopatia diabetica, il paziente testa le varie opzioni disponibili semplicemente sovrapponendo le lenti al proprio occhiale.
Ha modo così di confrontare il comfort visivo offerto dai diversi tipi di lente con i filtri disponibili stabilendo il filtro più adatto alle proprie esigenze.
La classificazione delle lenti selettive si suddivide soprattutto in 2 categorie, quelle dai toni freddi (lenti blu) e dai toni caldi (lenti gialle/arancioni/ambra).

Per quanto riguarda le lenti con la colorazione blu parliamo di una patologia oculare piuttosto rara (monocromatismo dei coni blu). L’obiettivo è quello di migliorare la sensibilità al contrasto, aumentare l’acuità visiva in generale e quella al crepuscolo.
La colorazione va da un 57% ad un 82%, assorbe il 100% dei raggi UV e queste lenti non sono adatte alla guida perché modificherebbero la percezione dei colori, per esempio, della segnaletica stradale. Un semaforo rosso infatti, se viene filtrato da una lente blu diventerebbe viola, mentre la luce del semaforo verde filtrata col blu diventerebbe ciano (azzurro). Pericoloso, non credi?

Per quanto riguarda invece le lenti selettive con colorazioni “calde”, sempre per applicazioni a finalità medicali, sono raccomandate per la retinite pigmentosa ed hanno lo scopo di assorbire parte dello spettro visibile ad onda corta.

Cosa cos’è la retinite pigmentosa?

È una patologia ereditaria dell’occhio che porta alla progressiva degenerazione delle cellule sensoriali della retina.
Chi ne è affetto inizia ad accusare difficoltà nella visione notturna fino a non riuscire più a guidare la notte, diventa ipersensibile al riverbero ed ha serie difficoltà a percepire i contrasti.
Le lenti selettive quindi portano immediatamente il paziente ad avere confort visivo ma sono pressoché impotenti nei confronti della cecità dei colori.
La retinopatia diabetica purtroppo è un’altra malattia che pregiudica la sensibilità al contrasto. Avviene che i dettagli non sono più chiari e l’adattamento al chiaro/scuro risulta sempre più difficile.

In conclusione, le lenti con filtri speciali dai colori caldi riducono il riverbero facilitando l’adattamento alla variazione della luminosità.
I toni vanno dal marrone rossastro, al marrone, al marrone scuro, all’arancione chiaro, all’arancione ed infine al rosso.
Proteggono dai raggi luminosi fino al 92%, dagli UV al 100% e non sono assolutamente adatti alla guida!

Sai perché? Che colore assume il semaforo rosso filtrato da una lente rossa? Rosso, esatto. Ed invece il semaforo verde sempre attraverso una lente rossa? Giallo!

firma marco lucato